Julio Sosa

JULIO SOSA

Nacque in seno a una famiglia povera, figlio di Luciano Sosa, bracciante giornaliero contadino, e di  Ana María Venturini, lavandaia. Durante la gioventù, a causa della povertà, si cimentò in vari lavori (comunemente definiti “changas”, lavori saltuari)

Nel 1942 si sposò, a soli 16 anni, con Aída Acosta, dalla quale si separò due anni dopo, nel 1944. Iniziò la propria carriera come cantante nell’orchestra di Carlos Gilardoni nella città di La Paz. Se ne andò a Buenos Aires nel 1949. Giunse al trionfo nel Río de la Plata, essendo considerato uno dei cantanti più importanti della seconda metà del XX° secolo.

Durante i suoi 15 anni di tragitto in Argentina, Sosa fu cantante in tre orchestre. La prime, Francini-Pontier (1949-1953), con la quale fece 15 incisioni con la RCA Victor, tra queste “Por seguidora y por fiel”, “Dicen que dicen”, “Viejo smoking” e “El hijo triste” (Unica registrazione “a due” della sua discografia, con Alberto Podestá); la seconda, quella di Francisco Rotundo (1953-1955), con cui incise 12 brani con la casa “Pampa”, tra questi “Justo el 31”, “Mala suerte”, “Secreto”, “Yo soy aquel muchacho” e “Bien bohemio”; e la terza, quella di Armando Pontier (1955-1960), già separato da Francini. In questo periodo Sosa incise in totale 33 registrazioni: 8 per la RCA Victor (1955-1957) e gli altri 23 con la CBS Columbia (1957-1960). Alguni brani di spicco sono: “Tiempos viejos”, “Araca París”, “Cambalache”, “Al mundo le falta un tornillo”, “Padrino pelao”, “Tengo miedo”, “Margo”, “El rosal de los cerros”, “Brindis de sangre” e “Azabache”.

Fu battezzato “El Varón del Tango” (Il Maschio del Tango) dal giornalista, Ricardo Gaspari,  Tango, perchè era anche il titolo del suo primo LP. Leopoldo Federico fece sì che il cantante divenisse famoso attraverso le sue composizioni.

Nel 1958 si sposò con Nora Edith Ulfeldt, dalla quale ebbe una figlia, Ana Maria; divorziò poco dopo e si mise in coppia con Susana “Beba” Merighi. Nel 1960 scrisse il suo unico libro, “Due ore prima dell’alba” (Dos horas antes del alba).

Sosa aveva la passione delle auto, ed aveva avuto diversi incidenti stradali per guida ad eccesso di velocità. E quale conseguenza,  morì a 38 anni, alle 9,30 del 26 novembre 1964, in un incidente automobilistico avvenuto all’angolo tra la Avenida Figueroa Alcorta e Mariscal Castilla del quartiere di Palermo della città di Buenos Aires.

Le sue spoglie vennero vegliate nel Salón Argentina, ma l’affluenza enorme di folla costrinse a spostare le cerimonie funebri al “Luna Park” (stadio leggendario di boxe, con una capienza di 25.000 persone). Il 24 novembre aveva cantato alla radio il suo ultimo tango, “La gayola“.

 Il finale sembrava profetico: “perché non mi manchino fiori quando sarò nella bara” (“pa que no me falten flores cuando esté dentro “el cajón”).

Oggi, i suoi resti sono nel cimitero di Las Piedras, Canelones, Uruguay.

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