Miguel Calò

Di Ricardo García Blaya  – traduzione di Pietro Adorni – 17/10/2010

 Nella storia artistica del maestro Miguel Caló notiamo due fasi ben differenziate che mostrano la sua evoluzione musicale e le sue doti di grande direttore d’orchestra.Sebbene il suo successo più eccezionale sia collegato al tango del decennio del ‘40, il suo lavoro ha inizio a fine anni ‘20 e si consolida negli anni ’30.La prima fase inizia con l’orchestra del 1934, in cui possiamo riscontrare uno stile comune a quello di Fresedo e un suono che ci ricorda Di Sarli. Anche se prima aveva formato altri gruppi musicali, questi furono piuttosto casuali e di poca rilevanza.L’orchestra del 1934 contava sul pianoforte di Miguel Nijensohn, che lascerà un’impronta che segnerà per sempre lo stile della stessa, anche dopo il 1940. Questo strumento avrà il compito di di legare le frasi musicali, con una cadenza ed un ritmo ideale per i ballerini.In questo periodo possiamo porre in risalto l’apporto vocale di Carlos Dante, con cui incide 18 brani di una bellezza notevole.Anche Alberto Morel e suo fratello, Roberto Caló, furono cantanti in questa prima parte della sua storia che durò fino all’anno 1939.Il ’40 ci mostra la maturità di questo grande direttore, in grado di unire un insieme di musicisti giovani di straordinaria capacità e risolutezza che passarono a formare, col tempo, tutti quanti, i propri gruppi orchestrali.In questa seconda fase Calò sviluppa e approfondisce tutto uno stile che unisce il tango tradizionale al rinnovamento della sua epoca, senza stridenze, con una presenza consistente di violini, una fila ritmica di bandoneon e un pianoforte suonato, nel primo anno, in modo spettacolare da Osmar Maderna, che sarebbe poi stato sostituito da Miguel Nijensohn, di ritorno all’orchestra.Tra i musicisti che fecero parte della sua orchestra spiccano: Domingo Federico, Armando Pontier, Carlos Lazzari, Eduardo Rovira, Julián Plaza, José Cambareri (bandoneon), Enrique Francini, Antonio Rodio, Nito Farace (violino), Ariel Pedernera y Juan Fassio (contrabbasso).Miguel Caló non solo promosse grandi musicisti, ma anche grandi cantanti che debuttarono professionalmente nella sua orchestra, valgano quale esempio: Raúl Berón, Alberto Podestá e Raúl Iriarte.

Riguardo a Berón possiamo evidenziare che fu scoperto da Armando Pontier, che lo presento al direttore, e su questo c’è un aneddoto interessante. Questo cantante, e suo fratello José, si dedicavano essenzialmente al folklore, e perdipiù Raúl Berón conosceva soltanto alcune strofe di qualche tango. Per questo motivo, il maestro Calò lo portò al proprio cabaret -Singapur-, perché prendesse dimestichezza con la musica della sua orchestra.Dopo aver approntato un repertorio, il cantante seguì il maestro nelle esecuzioni radiofoniche. Però successe che il cantante non piacque ai dirigenti dell’emittente che consigliarono a Caló di disfarsene. Con gran dispiacere, questi gli comunica che il loro rapporto sarebbe cessato a fine mese. Nel contempo, vien messo in vendita il primo disco di Raúl Berón, inciso con l’orchestra, il tango “Al compás del corazón” di Domingo Federico e Homero Expósito, che ottiene un successo di vendita incredibile. Quegli stessi dirigenti che avevano criticato il cantante, in modo negativo, si congratulatorono col maestro Caló per la sua scelta e riconobbero il loro errore. Questo fece sì che non si perdesse una delle voci più importanti del nostro tango e, senza dubbio, il migliore che ebbe l’orchestra.Miguel Calò fu un musicista di formazione teorica, che aveva studiato violino e bandoneón.A partire dal 1926 peregrina in diverse orchestre di rilievo, entrando nella fila di bandoneon dell’orchestra di Osvaldo Fresedo. Nel 1927 entra in quella del pianista e direttore Francisco Pracánico.Nel 1929 costituisce la sua prima orchestra, che scioglie per unirsi a quella del poeta e pianista Cátulo Castillo in una tournée in Spagna. A quel tour presero parte anche i fratelli Malerba e il cantante Roberto Maida.Torna a Buenos Aires e ricostituisce la sua orchestra con Domingo Cuestas (bandoneón), Domingo Varela Conte, Hugo Gutiérrez e Enrique Valtri nei violini, Enzo Ricci al contrabbasso e il pianista Luis Brighenti.Viene richiesto di nuovo per viaggiare all’estero e nel 1931 va negli Stati Uniti con l’orchestra di Osvaldo Fresedo.Già nel 1932, ancora come direttore della sua orchestra, incide per la prima volta, per l’etichetta discografica scomparsa “Splendid”, i brani: “Milonga porteña” (tango dello stesso Calò, Luis Brighenti e testo di Mario César Gomila) y “Amarguras” (vals di Miguel Nijensohn e Jaime de los Hoyos). Il cantante era Román Prince.Miguel Caló non è stato un compositore di rilievo, ma alcune sue opere, in collaborazione con Osmar Maderna (anche autori del testo), sono incredibilmente belle come nei casi di “Jamás retornarás” e “Qué te importa que te llore”, ambedue portati al disco con la voce di Raúl Berón. Anche il tango “Dos fracasos”, testo di Homero Expósito e la milonga “Cobrate y dame el vuelto”, testo di Enrique Dizeo, furono molto popolari.Nel 1961, con i bandoneonisti Armando Pontier e Domingo Federico, i violinisti Enrique Francini e Hugo Baralis, il pianista Orlando Trípodi, e i cantanti Raúl Berón, Alberto Podestá, Caló ricompose parte della formazione del ’40, denominandosi “Miguel Caló e la sua orchestra delle stelle”. Si esibirono a Radio El Mundo con tanto successo che incisero per il marchio “Odeón” 12 nuovi brani (tra il 16/4/1963 e il 7/6/1963).L’orchestra di Miguel Calò verrà ricordata per l’esecuzione del miglior tango, quello che trascende il proprio tempo, e oggi è apprezzata per le sue grandi proprietà artistiche e da una pleiade danzante che la evoca permanentemente nelle note di “Sans Souci” (di Enrique Delfino), forse la sua interpretazione emblematica.

(traduzione di Pietro Adorni – 17/10/2010)<span> </span>Bandoneonista, compositore e direttore d’orchestra(28 ottobre 1907 – 24 maggio 1972)Di Ricardo García Blaya Nella storia artistica del maestro Miguel Caló notiamo due fasi ben differenziate che mostrano la sua evoluzione musicale e le sue doti di grande direttore d’orchestra.Sebbene il suo successo più eccezionale sia collegato al tango del decennio del ‘40, il suo lavoro ha inizio a fine anni ‘20 e si consolida negli anni ’30.La prima fase inizia con l’orchestra del 1934, in cui possiamo riscontrare uno stile comune a quello di Fresedo e un suono che ci ricorda Di Sarli. Anche se prima aveva formato altri gruppi musicali, questi furono piuttosto casuali e di poca rilevanza.L’orchestra del 1934 contava sul pianoforte di Miguel Nijensohn, che lascerà un’impronta che segnerà per sempre lo stile della stessa, anche dopo il 1940. Questo strumento avrà il compito di di legare le frasi musicali, con una cadenza ed un ritmo ideale per i ballerini.In questo periodo possiamo porre in risalto l’apporto vocale di Carlos Dante, con cui incide 18 brani di una bellezza notevole.Anche Alberto Morel e suo fratello, Roberto Caló, furono cantanti in questa prima parte della sua storia che durò fino all’anno 1939.Il ’40 ci mostra la maturità di questo grande direttore, in grado di unire un insieme di musicisti giovani di straordinaria capacità e risolutezza che passarono a formare, col tempo, tutti quanti, i propri gruppi orchestrali.In questa seconda fase Calò sviluppa e approfondisce tutto uno stile che unisce il tango tradizionale al rinnovamento della sua epoca, senza stridenze, con una presenza consistente di violini, una fila ritmica di bandoneon e un pianoforte suonato, nel primo anno, in modo spettacolare da Osmar Maderna, che sarebbe poi stato sostituito da Miguel Nijensohn, di ritorno all’orchestra.Tra i musicisti che fecero parte della sua orchestra spiccano: Domingo Federico, Armando Pontier, Carlos Lazzari, Eduardo Rovira, Julián Plaza, José Cambareri (bandoneon), Enrique Francini, Antonio Rodio, Nito Farace (violino), Ariel Pedernera y Juan Fassio (contrabbasso).Miguel Caló non solo promosse grandi musicisti, ma anche grandi cantanti che debuttarono professionalmente nella sua orchestra, valgano quale esempio: Raúl Berón, Alberto Podestá e Raúl Iriarte. Riguardo a Berón possiamo evidenziare che fu scoperto da Armando Pontier, che lo presento al direttore, e su questo c’è un aneddoto interessante. Questo cantante, e suo fratello José, si dedicavano essenzialmente al folklore, e perdipiù Raúl Berón conosceva soltanto alcune strofe di qualche tango. Per questo motivo, il maestro Calò lo portò al proprio cabaret -Singapur-, perché prendesse dimestichezza con la musica della sua orchestra.Dopo aver approntato un repertorio, il cantante seguì il maestro nelle esecuzioni radiofoniche. Però successe che il cantante non piacque ai dirigenti dell’emittente che consigliarono a Caló di disfarsene. Con gran dispiacere, questi gli comunica che il loro rapporto sarebbe cessato a fine mese. Nel contempo, vien messo in vendita il primo disco di Raúl Berón, inciso con l’orchestra, il tango “Al compás del corazón” di Domingo Federico e Homero Expósito, che ottiene un successo di vendita incredibile. Quegli stessi dirigenti che avevano criticato il cantante, in modo negativo, si congratulatorono col maestro Caló per la sua scelta e riconobbero il loro errore. Questo fece sì che non si perdesse una delle voci più importanti del nostro tango e, senza dubbio, il migliore che ebbe l’orchestra.Miguel Calò fu un musicista di formazione teorica, che aveva studiato violino e bandoneón.A partire dal 1926 peregrina in diverse orchestre di rilievo, entrando nella fila di bandoneon dell’orchestra di Osvaldo Fresedo. Nel 1927 entra in quella del pianista e direttore Francisco Pracánico.Nel 1929 costituisce la sua prima orchestra, che scioglie per unirsi a quella del poeta e pianista Cátulo Castillo in una tournée in Spagna. A quel tour presero parte anche i fratelli Malerba e il cantante Roberto Maida.Torna a Buenos Aires e ricostituisce la sua orchestra con Domingo Cuestas (bandoneón), Domingo Varela Conte, Hugo Gutiérrez e Enrique Valtri nei violini, Enzo Ricci al contrabbasso e il pianista Luis Brighenti.Viene richiesto di nuovo per viaggiare all’estero e nel 1931 va negli Stati Uniti con l’orchestra di Osvaldo Fresedo.Già nel 1932, ancora come direttore della sua orchestra, incide per la prima volta, per l’etichetta discografica scomparsa “Splendid”, i brani: “Milonga porteña” (tango dello stesso Calò, Luis Brighenti e testo di Mario César Gomila) y “Amarguras” (vals di Miguel Nijensohn e Jaime de los Hoyos). Il cantante era Román Prince.Miguel Caló non è stato un compositore di rilievo, ma alcune sue opere, in collaborazione con Osmar Maderna (anche autori del testo), sono incredibilmente belle come nei casi di “Jamás retornarás” e “Qué te importa que te llore”, ambedue portati al disco con la voce di Raúl Berón. Anche il tango “Dos fracasos”, testo di Homero Expósito e la milonga “Cobrate y dame el vuelto”, testo di Enrique Dizeo, furono molto popolari.Nel 1961, con i bandoneonisti Armando Pontier e Domingo Federico, i violinisti Enrique Francini e Hugo Baralis, il pianista Orlando Trípodi, e i cantanti Raúl Berón, Alberto Podestá, Caló ricompose parte della formazione del ’40, denominandosi “Miguel Caló e la sua orchestra delle stelle”. Si esibirono a Radio El Mundo con tanto successo che incisero per il marchio “Odeón” 12 nuovi brani (tra il 16/4/1963 e il 7/6/1963).L’orchestra di Miguel Calò verrà ricordata per l’esecuzione del miglior tango, quello che trascende il proprio tempo, e oggi è apprezzata per le sue grandi proprietà artistiche e da una pleiade danzante che la evoca permanentemente nelle note di “Sans Souci” (di Enrique Delfino), forse la sua interpretazione emblematica.

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2 thoughts on “Miguel Calò

  1. Usually I don’t write-up on blogs, but I need to say that this article incredibly forced me to complete so! Thanks, incredibly nice article.

  2. admin scrive:

    thank you!
    I have very happy for your post!
    antonio

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